La sofferenza, la
fame,
i disagi
finiscono
per fare degli
uomini
dei lupi tra di
loro:
beati quei
popoli
che riescono a
prevenire
con l'unico mezzo
efficace,
la vera profonda leale
solidarietà.
La società di
domani,
sarà come noi oggi l'abbiamo
voluta.
G. Andrea Trebeschi
- Brescia 1897 , Dachau-Gusen-Mauthausen 1945
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Istituto pedagogico della Resistenza
L’Istituto non ha scopi di lucro.
I suoi
fini sono: la documentazione e la diffusione dei valori espressi dalla
Resistenza, con particolare riferimento all’esperienza didattica e
pedagogica maturata nei Convitti Scuola della Rinascita.
L’Istituto intende contribuire allo sviluppo
antifascista, democratico e pluralista della scuola e della società civile
basandosi sulla Costituzione della Repubblica Italiana, capace di
accogliere l’esigenza di partecipazione e progresso civile come condizione
per una pedagogia e una didattica moderne. Fini
istituzionali dell’Istituto sono altresì: la formazione professionale
degli insegnanti della scuola pubblica; la formazione di altri soggetti
finalizzata all’inserimento professionale nei settori dell’educazione ai
vari livelli; la pubblicazione di documenti, testi, testimonianze e altri
materiali in formato cartaceo e digitale; l’organizzazione di convegni,
corsi, mostre e seminari. La
biblioteca specialistica dell’Istituto è a disposizione di ricercatori,
studiosi e di chiunque voglia approfondire le tematiche connesse
all’antifascismo, alla Resistenza e al movimento operaio e popolare.
(art. 2 dello
Statuto) Via
Anemoni, 6 (Linea MM
1 Primaticcio) tel 02
410920 20147
Milano www.resistenza.org ipr@resistenza.org ccp 10650208
PATROCINATO DALLA ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA ENTE
MORALE DECRETO
LEGGE 5-4-5
N.
224 |
LE SEZIONI A.N.P.I:
LORENTEGGIO/GIAMBELLINO – BARONA - P.TA GENOVA -
CORSICO La Sinistra Zona 6
in
collaborazione con tutte le associazioni democratiche e le
agenzie educative del territorio 26 gennaio 2007 ore 15,30 Giornata
della memoria in zona 6 Il 27 gennaio, dal
luglio del 2000, è la Giornata della Memoria. Il nostro paese, mai
come oggi, ha bisogno di ritrovare la sua memoria. L’Olocausto è stato,
con la guerra, il più drammatico fatto del 1900. Ci ritroviamo per
ricordare le donne e gli uomini mandati a centinaia di migliaia a morire
in camere a gas con l’unica colpa di essere diversi dalla maggioranza al
potere. La memoria serve a ricordare che la paura genera morte e
sofferenza e che interi popoli non possono essere giudicati. Ai deportati,
oltre il timbrotatuaggio, veniva assegnato un triangolo che ne
identificava la categoria da eliminare. Uno dei triangoli meno conosciuti
è: - IL TRIANGOLO MARRONE: deportati zingari
Porajmos: letteralmente
devastazione. E’ questo il termine usato dalle genti rom per
indicare il tentativo del regime nazista di sterminare gli zingari. In
Italia gli zingari chiamano se stessi con due nomi: ROM (centro e sud) e
SINTI (nord), il cui significato è uomini contrapposto a GAGGIO’ i
non-uomini, cioè gli stranieri, ma significa anche sempliciotti, paurosi.
I Rom considerano i Sinti gagè perché il sistema di vita di questi ultimi
è basato sul viaggiare e sullo spostarsi continuamente, mentre i Rom sono
più sedentari. Perché non si ripetano gli orrori del
passato, affrontiamo insieme i pericoli presenti.
Interventi: Ernesto Rossi, ASS. AVEN AMENTZA – UNIONE ROM E SINTI
Maurizio Pagani e Giorgio
Bezzecchi, OPERA NOMADI
Ci vediamo all’
IpR in
via degli Anemoni 6 Milano
buffet,
documenti e riviste |